Federico Melis

 

 

 

Associazione Italiana Città della Ceramica

AICC associazione italiana citta della ceramica


Casteldurante, Urbania e la ceramica

" ...e la piccola tavola del tè era pronta con tazze e sottocoppe in maiolica di Castel Durante, antiche forme d'inimitabile grazia..."
Gabriele D'Annunzio (Il Piacere - libro I)

Nel ‘500 Casteldurante insieme a Urbino e Pesaro, produsse tra le più belle maioliche del Rinascimento. Nella cittadina metaurense ardevano all’epoca oltre 40 forni per una committenza italiana ed europea e spesso i maestri durantini lasciavano la patria per diffondere la loro arte.
Il durantino Cipriano Piccolpasso scrive nel 1548 Li tre libri dell’arte del vasaio dettando le regole e i segreti del far ceramica.albarello


Casteldurante nel 1636 divenne Urbania; nel ‘600 e ‘700 valenti plasticatori e pittori proseguono la gloriosa tradizione, rinnovando l’arte con «l’eleganza delle sagome e la gentilezza dell’impasto».
In Urbania ancor oggi nelle nuove botteghe rivivono i colori e la ricchezza straordinaria dei vasi e dei piatti istoriati.
Urbania è riconosciuta nel ’94 “zona di produzione di ceramica artistica e tradizionale” dall’AiCC (Associazione Italiana delle Città Ceramiche), primo comune delle Marche (Legge 188/’90).
Le ceramiche durantine sono state esposte nel ’96 al Parlamento Europeo a Strasburgo, nel ’97 alla Fiera del Turismo di Lipsia (Germania), nel 2007 a Praga, nonché in mostre e fiere turistiche in Italia e all'estero.

Ci piace l’idea che la ceramica, prodotto così tipico che tanto caratterizza la zona dove viene creata, faccia parte di quel “genius loci” che esiste in ogni posto speciale.
Questo soffio creativo, questo spirito del territorio (un folletto del bosco, una ninfa metaurense o il puttino della nostra maiolica?) rende ciascun luogo unico e inconfondibile, da godere con animo grato come una ricchezza non
materiale che fa star bene”.
Tarcisio Cleri

Associazione Amici della Ceramica
Piazza del Mercato, 6/7 - 61049 Urbania (PU)
tel. 0722 317644 - 329 2509372 - 349 5396932
amiciceramica2011@libero.it

Tracce della Ceramica - bottega, città, museo territorio
www.traccedellaceramica.it

Museo Civico - Palazzo Ducale
corso Vittorio Emanuele, 23 - 61049 Urbania (PU)
tel. e fax 0722 313151
www.marcheweb.com/museourbania - museo@marcheweb.com

Museo Diocesano - Palazzo Vescovile
via Urbano VIII, 7 - 61049 Urbania (PU) - direttore Raimondo Rossi
museodiocesano@casteldurante.itraimondo@casteldurante.it

Se vuoi approfondire...

La ceramica delle corti signorili d’Europa
Basta l’antico nome di Urbania, Casteldurante, a evocare gli splendori delle maioliche istoriate

La ceramica a Casteldurante vanta una tradizione plurisecolare, in buona parte ancora da esplorare e da scoprire. Fin dal Medioevo qui si lavorava la ceramica, come dimostrano sia la serie di frammenti di scavo, sia i documenti degli archivi locali (nel 1361 si fa menzione di una famiglia di vasai). Già nel ‘400 si producevano manufatti di qualità con la nuova tecnica della maiolica (terracotta ricoperta di smalto stannifero). Sulle rive del Metauro questa arte trovò terreno fertile: l’argilla, la legna per i forni, gli ossidi metallici per i colori si rinvenivano tutti sul posto, mentre lo stagno arrivava dalla vicina via Flaminia. La tradizione ceramica di Urbania procedette di pari passo con la storia dei suoi signori, prima i Montefeltro e poi i Della Rovere, che crearono le premesse affinché questa nobile attività si trasformasse in un’industria di fondamentale rolevanza artistica ed economica.

piatto Zoan MariaIl Cinquecento e i capolavori del rinascimento
Come per Urbino, Pesaro e altri centri metaurensi, il tempo più felice per la ceramica durantina fu il ‘500.
Durante la signoria dei duchi di Urbino, per un lungo periodo, la maiolica conobbe una produzione finissima e la sua fama giunge in ogni angolo d’Europa. Nutrita dalla cultura raffaellesca, dalla ricchezza di immagini di incisori famosi e dall’influenza di pittori e umanisti della corte ducale, l’arte ceramica durantina si impose al punto che ancora oggi diversi suoi capolavori sono presenti in musei come l’Ermitage di San Pietroburgo, il Victoria & Albert Museum di Londra, il Louvre di Parigi, il Metropolitan Museum di New York.

Foggiatori e pittori di eccezionale bravura
Maioliche che ebbero la pretesa di far scintillare la creta dei fiumi e sopra dipingervi le storie più belle

Verso la metà del ‘500, nella terra di Durante si producevano tra le più belle maioliche del Rinascimento. I maestri durantini, oltre all’invenzione di decorazioni proprie, si dedicavano all’illustrazione delle "historiae" cioè dei racconti biblici e mitologici, con un gusto raffinato e innovativo. Nacque così quel genere che prese il nome di istoriato, uno stile che elevò il nome di Casteldurante al massimo splendore. In quel tempo funzionavano più di 40 forni ed erano attivi 150 maiolicari, tra cui foggiatori e pittori di eccezionale bravura. Basti ricordare il mitico Zoan Maria (sua la coppa dedicata a Papa Giulio II Della Rovere) che innalza la produzione durantina al livello dei centri più noti; Simone da Colonnello, Sebastiano Marforio, i Dolci, i Savini, i Picchi e generazioni di ceramisti che diventeranno famosi anche altrove, come i Fontana originari di Casteldurante. Nello stesso periodo, infatti, diversi maestri lasciano la patria per impiantare laboratori in altre città, diffondendo la loro arte sia in Italia sia in Europa.

I segreti dell’arte del vasaio
Cipriano Piccolpasso nasce a Casteldurante nel 1524 e nel 1548 scrive il trattato "Li tre libri dell’arte del vasaio", conservato nel londinese Victoria & Albert Museum. Nel volume vengono spiegati il trattamento delle argille, le tecniche costruttive, gli strumenti utilizzati, nonchè le dosi degli impasti e dei colori. Il manoscritto è arricchito da disegni che illustrano le più diffuse tipologie decorative. Piccolpasso è un uomo di cultura poliedrica, al pari della folta schiera degli artisti durantini di quel periodo, e rappresenta bene l’eclettismo dell’ambiente maiolicaro, del quale trasmette anche le credenze magiche ed esoteriche.

piatto e fiascaAlla corte dei Della Rovere
La presenza nella città della corte dei Della Rovere, dal 1508 fino all’ultimo duca Francesco Maria II, permette di mantenere una produzione di ottimo livello per oltre un secolo. Le fabbriche sfornavano una grande varietà di forme: piatti, ciotole, coppe, bacili, crespine, boccali, anfore, albarelli, ingentilite da ornamenti a fiori, stemmi, festoni fino all’istoriato. Vengono create le decorazioni a cerquate (rami e foglie di quercia) in omaggio ai duchi di Urbino. La gamma dei colori tipici spazia dal verde al giallo, dall’arancione al blu, accostati nel gioco delle mezze tinte fino al raffinato bianco su bianco. Famose sono anche "le Belle", coppe amatorie nelle quali era dipinto un volto di donna e che venivano regalate alle ragazze come pegno d’amore.

Da Casteldurante a Urbania. Dal ‘600 al ‘900 l’antica arte si rinnova
Nel 1636 Casteldurante diventa Urbania. Nel XVII e XVIII secolo l’illustre tradizione prosegue con valenti plasticatori e pittori: le secolari famiglie maiolicare riescono a rinnovarsi con artisti come Ippolito Rombaldoni (celebrate le sue anfore), Doix, Bartolucci, Scatena, Mordioni e Luzi. Nel Settecento a Urbania si contano tre fabbriche: Bartolucci, Rigucci e Luzi. Verso la fine del secolo si produce terraglia a uso inglese, sfornando oggetti di uso comune. Si manifesta così anche in ambito artistico il declino politico del ducato, iniziato con la morte dell’ultimo duca Francesco Maria II Della Rovere e con la devoluzione del ducato allo Stato della Chiesa. Da ricordare nell’Ottocento le produzioni della fabbrica Albani, successivamente dei Piccini e, nei primi decenni del Novecento, dei Letizia. Molte ceramiche realizzate in quel periodo furono esportate e oggi si ritrovano in collezioni pubbliche e private. Negli anni del secondo dopoguerra Federico Melis, ceramista di origine sarda, dà nuovo impulso in Urbania alla tradizione della maiolica promuovendo giovani talenti con la scuola artigiana Arte Ceramica Metauro.
Alla fine degli anni ‘60 per merito del compianto ceramologo don Corrado Leonardi e del pittore Piero Cicoli viene fondato il Centro Piccolpasso, fucina dei ceramisti dell’attuale generazione.
Nel 1993 è stato istituito il Museo Diocesano che ha una ricca raccolta di ceramiche durantine e urbaniesi, donate sempre da don Leonardi.

rakuLa rinascita di oggi
In quest’ultimo periodo Urbania ha visto un grande ritorno di interesse attorno alla ceramica: sono nate nuove botteghe, si è costituita l’Associazione Amici della Ceramica, fa bella mostra di sè la collezione del Museo Diocesano. Si organizzano attività di studio e mostre di ceramica al Museo Civico di Palazzo Ducale ed iniziative di promozione culturale-turistica in Italia e all’estero.
Diversi ceramisti sono impegnati nella ricerca di nuove tecniche e materiali: presso alcune botteghe il moderno è di casa e si sperimenta anche la tecnica del raku.
Da qualche anno, ai primi di giugno, si tiene la Festa della Ceramica, con mostre, convegni ed eventi dedicati anche ai bambini.
Così si può affermare che nell’antica Casteldurante la ceramica è tornata a far parlare di sé e del suo passato con buone prospettive future.

 

Per saperne di più, bibliografia:

La ceramica rinascimentale metaurense Corrado Leonardi
Paleani Editrice - Urbania, 1982

Maioliche del ‘700 tra Urbania e Pesaro Corrado Leonardi
STIBU - Urbania, 1987

Maiolica metaurense rinascimentale barocca neoclassica Corrado Leonardi
(catalogo della mostra a Urbino, sale del Castellare) - STIBU Urbania, 1996

Disegni, fonti e ricerche per la maiolica rinascimentale di Casteldurante Gian Carlo Bojani e John T. Spike
Biblioteca e Civico Museo Urbania - Il lavoro editoriale, Ancona 1997

La maiolica rinascimentale di Casteldurante Carola Fiocco e Gabriella Gherardi
Collezione Saide e Mario Formica - Il lavoro editoriale, Ancona 1997

La fabbrica di maioliche. Terraglie e stampati in Urbania dagli Albani ai Piccini Corrado Leonardi
Grafica Vadese - S. Angelo in Vado 2001

I Picchi maiolicari da Casteldurante a Roma Corrado Leonardi e Massimo Moretti
Grafica Vadese - S.Angelo in Vado 2002

I Della Rovere nell’Italia delle Corti. Arte della maiolica Gian Carlo Bojani
Quattroventi - Urbino 2002